Chiesa di San Biagio

Cosa vedere

Nella parte più alta del colle, proprio sotto l’elegante torre campanaria, la Chiesa di San Biagio è il riferimento spirituale di Melezzole: all’interno sono da vedere un affresco seicentesco dell’Ultima Cena e una statuetta lignea di San Biagio dello stesso secolo.

Qui sopravvive la memoria delle antiche confraternite e della vita religiosa che ha plasmato il paese nel tempo e che, ancora oggi, ogni 3 febbraio celebra il Patrono di Melezzole.

Architettura e interni

L’edificio che vediamo oggi è frutto di rimaneggiamenti stratificati. 

Tra fine Cinquecento e primo Seicento la chiesa cambiò orientamento rispetto all’impianto più antico (da est–ovest a quello attuale) e fu costruita la nuova sacrestia.

All’interno si riconoscono:

  • l’altare maggiore (in origine intitolato a Santa Maria della Pietà) e i ricordi degli antichi altari laterali dedicati a Sant’Antonio e al Santissimo Crocifisso;
  • la cappella già detta del Sacro Cuore, dove è conservato l’affresco dell’Ultima Cena (1600, con cartiglio del committente Marco Angeli);
  • la statua lignea di San Biagio (XVII sec.), oggetto di devozione popolare.

La storia della Chiesa di San Biagio: dalle origini benedettine al ruolo vicariale

La presenza della chiesa è documentata nel 1112 in un atto farfense – il primo che nomina Melezzole – che elenca “una ecclesia in Melezole”, accanto alla pieve di Santa Maria in Gallazzano: segno di un insediamento benedettino attivo già tra X e XI secolo. Nel 1277 è nominata con il titolo di San Biagio.

Tra Quattrocento e Seicento la comunità cresce e la parrocchia si struttura: le Confraternite del SS. Sacramento e della Madonna del Carmine animano processioni mensili; nel 1574 la chiesa di San Vitale è annessa “in perpetuo” a San Biagio; nel 1597 il vescovo Angelo Cesi istituisce Melezzole come sede di vicaria foranea, con chiese sottoposte (Toscolano, Santa Restituta, Camerata, Castel dell’Aquila, Avigliano). Un inventario del 1586 testimonia un patrimonio fondiario consistente, a conferma del ruolo centrale della parrocchia per la cura d’anime e l’assistenza.

Perché fermarsi

San Biagio racconta in piccolo la storia di Melezzole: radici medievali, riforme post–tridentine, confraternite e devozioni che univano il paese. È una sosta luminosa lungo il trekking urbano, tra l’eco della Pieve antica e il profilo della torre campanaria che guida lo sguardo sui Monti Amerini.

Trekking urbano

Passeggiare tra le mura di Melezzole: il percorso urbano

Prima di lasciare piazza, fai un giro alla scoperta di uno degli angoli più fotografati del paese: lasciati la chiesa alle spalle e voltandoti verso destra, prima di addentrarti – sempre sulla destra – nel Vicolo delle Baciafemmine, entra in Via Aufidia e scopri la piazzetta col pozzo. Poi torna indietro e entra nella via più stretta di Melezzole.
In piazza, entri per una visita silenziosa all’Ultima Cena e alla statua del Santo, poi prosegui verso il Pozzo e la Via Rotonda, seguendo l’anello che spiega l’architettura “a cerchi” del borgo.

Mappa e informazioni

Informazioni e contatti

Tipologia PDI