La soglia medievale del paese, tra mura e aquila tuderte
Un solo varco custodiva Tenaglie: l’unica porta d’accesso al borgo, che custodisce il suo carattere medievale, era piccola nelle proporzioni ma compatta e addossata a quegli edifici che, ancora oggi, custodiscono il paese.
Attraversarla vuol dire entrare nel cuore dell’abitato: dietro l’arco si aprono scalinate, panorami e la vista sulla massa compatta e altera di Palazzo Ancajani.
La storia di Tenaglie è intrecciata a quella di Todi e dal 1557 un’aquila tuderte è murata sopra la porta, per disposizione priorale rivolta ai castelli soggetti alla sua egemonia: un segno politico e identitario che ancora accoglie chi entra. La porta, un tempo presidiata, regolava passaggi, merci e sicurezza, riflettendo la funzione difensiva del piccolo centro arroccato sulla valle del Tevere.
Nel corso dei secoli la soglia ha mantenuto il suo ruolo di confine e invito: oggi è il punto naturale da cui cominciare la visita, lasciando che vicoli e scorci raccontino la misura antica del luogo.
Giunti dal Belvedere si entra nella dimensione e la misura del paese dove il borgo si svela tra scalinate, e case in pietra, giusto a pochi passi sulla sinistra dalla Porta di Tenaglie è posto l’edificio che custodisce i reperti della Necropoli Umbro-Etrusca del Vallone di San Lorenzo, l’AMAT, e uno splendido terrazzamento con vista sulla roccia di Carnano e Montecchio.
Terra di frontiera umbro etrusca, terra di castelli contesi, terra di un paesaggio disegnato da borghi silenti e colline di ulivi, querce e castagni