L’elegante e austera residenza nobiliare che domina Tenaglie
Addossato al crinale roccioso il Palazzo Ancajani conserva il profilo severo di una dimora nobiliare che nasce da un’anima fortificata più antica: un castello edificato dai Baschi di Carnano. Tra XVI e XVIII secolo divenne la casa “alta” degli Ancajani: un luogo di potere e di sguardi, pensato per dominare il paese e raccontarne il rango.
Nel Settecento il cavaliere gerosolimitano Filippo Ancajani, sergente maggiore dell’esercito pontificio, ne promosse un ampio rimodellamento: l’edificio assunse l’aspetto che vediamo oggi: un corpo rettangolare e massiccio con i quattro torrioni d’angolo che ancora ne raccontano l’impronta medievale.
Nell’Ottocento il barone Decio Ancajani arricchì la struttura con un giardino all’italiana che ancora introduce, come una quinta teatrale, la facciata del palazzo.
Il palazzo si legge come un dialogo continuo tra fortezza e dimora: la pianta rettangolare stringe i quattro torrioni d’angolo ereditati dal castello, l’androne passante, che permetteva l’ingresso alle carrozze, incanala il passaggio verso il cuore interno e lo scalone conduce al piano nobile, dove la memoria araldica – coi stemmi di famiglia – diventa racconto di casato. All’esterno, il giardino all’italiana ottocentesco disegna una soglia verde che mette in scena la facciata e misura il rapporto fra architettura e roccia.
Dal nucleo fortificato medievale dei Baschi di Carnano (XI–XIII secolo) si passa alla stagione degli Ancajani (metà XVI secolo), quando il complesso assume il carattere di grande dimora nobiliare. Nel Settecento, con Filippo Ancajani, prende forma l’impianto che conosciamo; nell’Ottocento, con Decio Ancajani, si completano gli ambienti e si realizza il giardino all’italiana.
Oggi l’edificio è proprietà privata e si apprezza dall’esterno, lungo il percorso urbano: luoghi e proprietà vanno rispettati.
La scala che porta verso il Palazzo è la stessa che guida alla Chiesa di San Giovanni Battista, luogo raccolto di preghiera che racconta la spiritualità antica di questo piccolo borgo umbro.
Terra di frontiera umbro etrusca, terra di castelli contesi, terra di un paesaggio disegnato da borghi silenti e colline di ulivi, querce e castagni