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Porta meridionale che permette l’ingresso all’impianto del castello, La Torre protegge con la sua mole l’accesso più antico di Montecchio. Caratteristico l’arco in pietra a tutto sesto che sorregge tre piani che finiscono coi merli.

La Torre: l’antico varco al castello

Orientata a sud-ovest, per secoli fu l’unica porta d’ingresso al castello.

L’arco a tutto sesto in pietra immette sotto una torre su tre livelli, già sede del Corpo di Guardia. Alla base, lungo i lati della massa quadrangolare, si notano due feritoie per il tiro radente; in sommità la struttura si concludeva con un ballatoio difensivo (sporto di guardia) dal quale i presìdi controllavano e proteggevano l’accesso dall’alto. È verosimile l’esistenza di un alloggiamento per una campana, in funzione di segnale. Il linguaggio architettonico rimanda alla tradizione tuderte, con cui Montecchio ebbe a lungo legami.

Un segno che racconta la storia: sopra l’arco, a sinistra, è murata una palla di cannone, memoria (secondo la tradizione) dell’assedio del 1496 guidato da Matteo da Canale.

Sul fronte interno è dipinta la Madonna Immacolata, immagine devozionale in linea con le prescrizioni medievali che volevano icone mariane a tutela dei varchi.

Oltrepassata la Torre, una seconda apertura introduce nel primo nucleo abitato: via della Chiesa si apre tra dislivelli e vicoli, a sinistra verso Vicolo Brutto, a destra salendo al sagrato di Santa Maria Assunta.

Trekking urbano

La Torre: ingresso al percorso dentro le mura

Se stai seguendo il trekking urbano, entra da qui: sostieni lo sguardo sulla palla di cannone, passa sotto l’icona della Madonna e prosegui verso la Tavola delle Punizioni e la cisterna comunale.

Scopri di seguito com’era la vita comunitaria nel castello e quali le colorite punizioni che potevano essere comminate a chi non rispettava le regole.

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