Montecchio nasce e cresce su una soglia: tra Amerino e Orvietano, tra Umbria “umbra” ed Etruria. Molto prima delle mura medievali, la necropoli umbro-etrusca del Vallone di San Lorenzo (VII–IV sec. a.C.) racconta un paesaggio già abitato e connesso ai traffici del Tevere, allora navigabile. Migliaia di tombe a camera e corredi (armi, vasellame, monili) testimoniano un insediamento fiorente sulle alture circostanti.
Con il III sec. a.C. compaiono i Romani, lasciando tracce nel territorio (capitelli, sepolture “alla cappuccina”, iscrizioni). Dopo i secoli tardi, la storia torna leggibile nel Medioevo, quando il colle entra nell’orbita dei grandi poteri locali.
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Tra XII e XIII secolo le fonti citano Montecchio come Castrum Monticulis. Siamo in una terra contesa: Todi e Orvieto si fronteggiano con le loro consorterie (Chiaravalle, Atti, Baschi).
Nel 1165 prende forma il primo nucleo fortificato; tra 1190 e 1251 mura e torri vengono rafforzate per accogliere popolazioni in fuga dalle campagne. È l’impianto che ancora oggi riconosciamo: vicoli in pendenza, porte vigilate, cortine murarie.
Nel Due-Trecento Montecchio è pedina della strategia tuderte: il vicino Castello di Carnano presidia la valle e sovrasta il fosso con le sue strutture (oggi in rudere). Le alleanze cambiano, le guerre si susseguono; tra XIV e XV secolo si alternano scontri e ricostruzioni.
Un episodio rimasto nella memoria è l’assedio del 1496: le milizie pontificie, guidate da Matteo da Canale e poi contrastate da Bartolomeo d’Alviano, stringono il castello—segni come la palla di cannone murata su La Torre ne sono la traccia visibile.
Nel 1528 la Camera Apostolica vende ampi possessi a Angelo degli Atti; nel 1563 si consolida il regime enfiteutico che apre la strada alla storia “civica” del territorio, con la progressiva affermazione delle Università Agrarie e dei Domini Collettivi (diritti di uso civico su boschi e pascoli, fondamentali per l’economia montana).
Tra XVII e XVIII secolo il paesaggio insediativo si rinnova: si costruiscono o si rinnovano torri campanarie, chiese e palazzi; il tessuto urbano si adatta a funzioni religiose, civiche e di scambio.
Terra di frontiera umbro etrusca, terra di castelli contesi, terra di un paesaggio disegnato da borghi silenti e colline di ulivi, querce e castagni